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Io trancio giudizi, mica mozzo le mani!
Su facebook la gente si dimostra per quello che è. Spesso stupida.
Su splinder prova a patinarsi, ma alla fine si dimostra per quello che è. Spesso stupida.
Dio abbia in gloria l’ipod
A prescindere dal fatto che esista o meno il divino, tutti concordiamo sul fatto che esso non possa essere descritto (…per tal modo che ciò ch’i’ dico è un semplice lume). Possiamo costruire immaginari paradisiaci, di latte e miele, cieli intrisi di rarefatta luminosità, indistinte ombre che aleggiano nell’aere e, da un’origine non identificata, si propagano i canti di voci angeliche. Ecco, appunto, voci angeliche. Se mi soffermo a ragionare sulle voci angeliche, mi accodo al comune pensare e associo questo astratto concetto a, boh, che ne so… voci di bambini, Maria Callas, Jeff Buckley. Com’è una voce angelica? Nel caso dei bambini ti tocca il cuore per la purezza, nel caso di un cantante particolarmente dotato, magari ti tocca il cuore un timbro che traduce la tua sensibilità. Insomma, cerchiamo di ricondurre a dati oggettivi e descrivibili un concetto astratto, rarefatto, appunto angelico, non di questa Terra, quindi indescrivibile e non conoscibile.
Io mi stresso ad arrabattarmi a dare nome a ciò che so che non conoscerò mai. Non è un discorso di fede o meno, l’argomento ha smesso di interessarmi da tanto. Trovo più proficuo e piacevole riscontrare nel tangibile quello che è divino. Cosa è divino per me? Certamente la voce di un bimbo che canta. Ma cos’altro? Oggi, in una mia peregrinazione post lavoro, per strada con l’ipod (dio abbia in gloria l’ipod) ho rimuginato. Cos’è divino per me? Ciò che ha un effetto salvifico. È irrilevante che un odore, una voce, un colore non siano ascrivibili alla categoria “ciò che è angelico”. Scusatemi tanto, ma oggi mi sono convertita al divino, ma a un divino secolare, tangibile. Non alzo il naso per vedere che c’è dietro le nuvole, mi bastano le nuvole per incantarmi. Un forte odore di città mondata dalla pioggia mi ha fatto andare più spedita, la gente – sempre tanta, sempre di fretta – sembrava più vivace, meno frenetica. Ho accelerato e ho sentito che la pesantezza delle gambe passava. Il greve tedio del lavoro si stava trasformando in un senso di ovattata mollezza. Le facce delle persone erano imperfetti capolavori, tutti irripetibili. E la luce del sole ancora umido ci giocava sopra. Oggi sono entrata a contatto con la mia mondana divinità. Sono diventata migliore. E alle orecchie la voce di Michael Stipe.
Scandalo!
Lo so, lo so, dovrei spiegare la mia ingiustificata assenza, ma non perdiamoci in unitili ciance.
Passiamo al sodo!
Sono qui per urlare al mondo blog il mio sdegno per l'ennesimo osceno oltraggio inflittoci dal Biagio nazionale (n.d.r. Biagio Antonacci). No, non si tratta della sua ultima perla canora; no, non si tratta del suo ultimo concerto... ma di un video! Ha copiato! Il cantore dell'eterno amore, l'inossidabile della melodia, colui che crede ancora nella convivenza e nella passione... ecco, LUI, PROPRIO LUI, ha copiato!!!
Prima, gustatevi questo.
Ecco, fate le vostre considerazioni.
Ora, guardate questo.
Lasciando ad un'altra sede l'analisi dei due pezzi, circoscrivo le mie considerazioni ai due video.
Dopo avere imprecato e urlato al cielo il mio odio, puntando all'Olimpo gli occhi supplicanti vendetta, mi sono soffermata su un particolare ben più raccapricciante dello stesso plagio.
Mentre Umberto Palazzo riprende una donna-cartone di estrema bellezza e soave eleganza (tra l'altro la donnina del caso indossa una casta mutanda), il Biagio (oh, mi punissero gli dei per avere due volte ripetuto l'indegno nome!), copia apportando dei cambiamenti. Ne viene fuori un video dove lui riprende una mignotta mora che va in giro per casa in perizoma e ride come una cretina per tutta la durata del video. Sembra una scimmia urlatrice in calore.
Ne traggo l'insegnamento del giorno: se ti viene un'idea e sei una persona con un minimo senso dell'estetica puoi creare qualcosa di bello. Se sei uno sterile parassita sanguisuga, ma con la convinzione di saperne e di essere furbo, rubi un'idea, la modifichi, la involgarisci.
La stupidità genera mostri.
mi sono svegliata
con un motivetto in testa. Minchialamaialona, mi conosco: mi resterà in testa per giorni.
e così una botta di felicità
C'è stata festa grande: la mia sorellina si è laureata. Era lì, bravissima e bellissima, che illustrava come fosse la storia di Cappuccetto Rosso, il suo lavoro per noi incomprensibile.
Nervosismo e isterismo, in quel potente mix che solo il mio parentado riesce a offrire. Ma poi tanta tanta gioia. Bello vedere Nenna leggera come l'aria, mia madre con gli occhi raggianti, Pietro a zonzo con la corona d'alloro, le nonne che non capivano quasi dove si trovavano, ma erano tanto felici di esserci! Bhé... poteva mancare il pianto a 'orrohinu di Zia Lally? Sempre la solita esibizionista! Non ci siamo fatti mancare niente, diciamolo.
Poi festa, festa, festa!
(Se vi racconteranno che una giovane donna è andata a discutere la sua tesi nuda, sappiate che è una leggenda gonfiata ad arte: era solo senza maglietta e senza reggiseno. La gente esagera perché è maligna. Comunque, a fine discussione, il presidente della commissione è andato dalla neo dott. Ing chiedendole: "Nynha, come fare noi per rivederci?". Lei, impaurita, ha estratto il suo apparecchio per fare addormentare le persone e ha dato dimostrazione della validità dei suoi studi. Infatti l'hanno fatta ministro. Più o meno.)
(Taccio di quando Peddeo minacciava di svelare la mia seconda identità ai parenti accorsi, taccio di quando, ancora tramortita dall'alcol, ho dovuto accompagnare il parentado in giro per Milano, taccio di cosa ho provato nel vedere i regali di Nina, taccio taccio taccio.)
mi sta pesando non poco
stare davanti al pc di domenica, a lavorare.
scismami tutta
(ovvero mi faccio aria con la manina per combattere le vampate di passione)
Avete presente un grafico dell'indice nasdaq? Più o meno quello che succede alla mia classifica di gradimento.
Io non voglio vedere e sentire... ma se mi ci costringete!
Io sono buona e dolce
Eppure esistono delle persone che mi fanno schifo.
E che sputerei volentieri in faccia, con un grumo di catarro denso, giallo e appiccicoso.
E queste persone le colpirei proprio in un occhio.
Puuu. Mi fanno schifo certe persone.
Io sono dolce e buona.
Penso che...
... non abbiate di meglio da fare venerdì sera, quindi perché non fare un salto al Joshua a sentire il secondo dj set di annetta e sosetta?
(Se annetta e sosetta arriveranno vive a venerdì...)
le cose che non mi spiego Quando tu vai in un posto, dovresti essere in imbarazzo perché c'è quella tale persona, arrivi lì, ti riscopri tranquillissima, o meglio palesi tranquillità perché hai fatto un corso di teatro e a mentire ti viene bene che è una gioia, e quella tale persona ti rifugge, e poi ti senti dire dalle amiche che magari quella tale persona era imbarazzata e che va capita. Ehm... Boh, vabbè. Non me lo spiego e mi metto a pensare ad altro. Tipo pensiamo all'amica che ti ha depennata perché quella tal sera, in cui si era in ventimila, invece di istaurare con lei un rapporto umano e di scambio, cito parole sue, me ne sono andata a istaurare rapporti umani e di scambio con un tizio. Ehm... Tipo quando il tizio lì mi dice che mi chiama quando organizzeranno la serata con il gruppo, io aspetto sto cazzo di telefonata, poi non ricevendola mi metto d'accordo con altra gente e alla serata di gruppo ci vado ugualmente, perché mica è vietato, e lui con occhi scintillanti di orgoglio mi fa i suoi complimenti per essermi palesata senza attendere sua chiamata, che io s'ì che ho i coglioni... Ehm... cioè... raga... ... e non cito le cose veramente gravi che non mi spiego. Samba.